I dati Ice per il 2013: Export italiano in Usa +4,7%

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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Il vino continua ad essere grande protagonista anche nel 2013 con il più alto fatturato. Una bottiglia di vino su tre negli Stati Uniti è Italiana! È il comparto che fattura di più e che ad oggi rappresenta il top del rapporto branding - fatturato delle nostre importazioni negli Stati Uniti. Inizia con questa splendida notizia il rapporto sui dati Export 2013 Italia-Usa rilasciati dal Department of Commerce. Un anno importante! Ancora crescita dopo il trend positivo impostato già nel 2012.

Ma vediamo la top ten dei comparti italiani maggiormente acquistati dagli Usa.

1. MECCANICA CON 7, 9 MLD $ - di cui macchine utensili rappresentano il 20, 4% del fatturato.

2. MODA CON 6,2 MLD $ - macro comparto che vede in abiti, calzature, gioielleria e orologeria il 50% del suo fatturato.

3. AGROALIMENTARE CON 4 MLD $ - con il vino che da solo fattura 1,6 mld $ e che rappresenta il prodotto italiano in assoluto più venduto negli Usa, con una quota di mercato totale del 30%.

4. VEICOLI TERRESTRI CON 2,4 MLD $.

5. CHIMICA E DERIVATI DEL PETROLIO CON 2,3 MLD $ - è la nota dolente di questo 2013 pur al quinto posto il comparto chimico e derivati del petrolio ha visto una calo del 28%.

6. FARMACEUTICA CON 2,2 MLD $.

7. MACCHINE ELETTRICHE CON 1,7 MLD $ ma con una contrazione di fatturato del 9,3%.

8. OTTICA CON 1,5 MLD $.

9. AEROSPAZIALE 1,4 MLD $.

10. MANUFATTI IN GHISA, FERRO, ACCIAIO CON 1 MLD $.

Da segnalare all'undicesimo posto gli OGGETTI D'ARTE DA COLLEZIONE E D'ANTICHITÀ che con 1 MLD $ hanno, dopo il vino, la quota di mercato di riferimento nel comparto a livello mondiale, più alta con il 10%.

I settori cresciuti di più in valore rispetto al 2012 sono stati: Veicoli terresti (+24,1%), crescita legata principalmente alle esportazioni della Fiat 500 negli Usa; Arredamento (+20%), grazie alla costante ripresa del mercato immobiliare nel corso del 2013 che ha visto nuove costruzioni che per la prima volta in sei anni hanno superato il milione di unità, pari a un aumento del 29% rispetto al 2012, e Farmaceutica (+19,2%).

Continua anche l'andamento positivo delle importazioni dall'Italia di prodotti a tecnologia avanzata (ATP) il cui valore nel 2013 è stato pari a $4,2 miliardi, in crescita del 6,2% rispetto al 2012, rappresentando una quota dell'11% sul totale importato dall'Italia.

Tra i settori di maggiore peso: aerospazio $1,7 miliardi (40,7% sul totale ATP), biotecnologie $797 milioni (19,1%) e life science $637,6 milioni (15,3%).

I dati macroeconomici di fine anno dell'economia americana, che ha preso slancio nella seconda metà dell'anno chiudendo con un Pil in crescita del 3,2% e un aumento nei consumi del 3,3% nel quarto trimestre, nonché un'ulteriore riduzione nel tasso di disoccupazione (6,7% a dicembre dal 7,9% all'inizio del 2013), sono segnali che confermano il consolidamento della ripresa dell'economia e una ripresa dei consumi che lasciano sperare in una continuazione della buona performance delle esportazioni italiane in Usa nel 2014.

L'analisi di questi dati conferma che il core business della nostra Nazione, Agroalimentare, Vino, Moda, Calzaturiero, Oggettistica di pregio e di antiquariato e il comparto Macchine da sempre il must italiano, ancora una volta sono stati vigorosi ed hanno imbastito un trend dell'import dall'Italia che dal nostro osservatorio appare sano e equilibrato, con volatilità bassa e ben diversificata nella sua country allocation.

Oggi l'agenzia Ice è molto attenta alle dinamiche di crescita delle aree statunitensi, oggetto di studi e monitoraggio che ci permetteranno di creare iniziative e attività mirate a introdurre nel mercato tante nuove aziende italiane.

"Comprendere la dinamica dei flussi e la crescita delle singole aree americane è l'azione che contraddistingue l'attuale attività di sostegno alle imprese da parte dell'Ice Usa - dichiara Pier Paolo Celeste direttore Ice Usa - abbiamo studiato il dinamismo e la crescita di ogni singola area degli Stati Uniti, individuando quelle dove siamo sottodimensionati rispetto alla concorrenza e quindi che maggiormente sono pronte ad accogliere le nostre aziende. Vogliamo predisporre in quelle città o aree, tutta una serie di iniziative mirate, in grado di destinare con attenzione e precisione le risorse per le attività di internazionalizzazione e promozione delle aziende italiane negli USA. Un esempio su tutti - continua il direttore Celeste - il lavoro che stiamo pianificando in Texas dove città come Dallas o Houston sono in grande crescita, e poiché in quell'area il settore chimico e petrolifero italiano ha visto nel 2013 un'importante contrazione di fatturato, stiamo lavorando per recuperare quota di mercato, in un territorio che ci ha visto da sempre molto presenti, osservando una rotazione merceologica che ci permetterà di sfruttare l'importante trend di crescita di queste città. Nel 2014 compenseremo i litri di petrolio perduti nel 2013, con i litri di vino in più che venderemo"

Fonte: www.americaoggi.info

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