Grillo: in che senso un referendum sull`Euro? - di Alberto Micalizzi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1386621534.jpgChe Grillo sia un vero politico non lo scopriamo adesso, e credo che sinora si possa dire che ha azzeccato parecchie mosse, a prescindere dalla condivisibilità o meno dei contenuti.

Va anche riconosciuto che il M5S continua ad operare in un ambito di scherno, talvolta di derisione quando non addirittura di aperta ostilità da parte dei media e questo non rende certo onore alle battaglie che i pur giovani parlamentari stanno conducendo.

Proprio per questi apprezzamenti di fondo, tuttavia, risulta poco comprensibile la ragione di un referendum sulla permanenza nell’Euro, se non, appunto, per quel fiuto politico che suggerisce a Grillo che la cosa potrebbe pagare in termini elettorali.

Questo va detto perché porre la questione della permanenza o uscita dall’Euro è come chiedere agli italiani se preferiscono l’energia eolica a quella solare! Prima andrebbe definita una politica energetica su scala nazionale e poi ci si potrebbe porre il tema specifico di come alimentare i generatori di energia.

Così è con l’Euro: prima occorrerebbe definire un piano globale di politica economica, industriale, di recupero di sovranità economica, ed all’interno di questo porre la questione dell’Euro non in contrapposizione al ritorno alla Lira sic et simpliciter, cioè alla Lira immediatamente precedente all’Euro, quella degli anni ’90 per intenderci, ma semmai ad una moneta sulla quale si possa realmente ricostruire una progetto di sovranità economica e finanziaria.

Va ricordato (a Grillo e a tutti) che anche prima del 1999 la “nostra” moneta: 1) veniva emessa da una banca semi-privata; 2) veniva prestata al Tesoro creando le premesse per l’assurdo concetto di debito pubblico che oggi abbiamo sotto agli occhi; 3) era governata da tassi di interesse determinati dalla stessa banca semi-privata!

Se il M5S vuole davvero fare un salto di qualità è giunto il momento di affrontare il tema della sovranità (monetaria e non) alla radice, evitando proclami elettoralistici ed impegnandosi invece in un faticoso, ma inevitabile, progetto di ridefinizione della nostra sovranità economica e monetaria, che passi attraverso un chiaro disegno di politica industriale, di sviluppo economico e quindi, all’interno di questo quadro, di controllo di una moneta che sia funzionale al benessere della popolazione e non agli interessi della BCE o di una riesumata Banca d’Italia. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22753#sthash.SSdEU2u7.dpuf

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