Et voilà, Renzi all`arrembaggio di Palazzo Chigi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/foto/2014/01/13/1389633969-renzi-quirinale.jpgChe Matteo Renzi non abbia mai avuto la benché minima intenzione di essere logorato e archiviato dalla politica di Palazzo, è un fatto noto. La stessa vittoria plebiscitaria alla guida del Pd è stata un forte segnale in questo senso. Così come sono segnali le accelerazioni impresse sul fronte delle cosiddette “riforme” (quelle inutili riforme di facciata del sistema elettorale – anche se il desso dichiara che se salta il suo “Italicum salta il Paese” - e del dettato costituzionale, utili soltanto a mantenere in vita il sistema partitocratico, il suo finanziamento, il suo potere: non certo necessarie alla soluzione dei veri problemi dei cittadini).

Ma adesso il sindaco-segretario democratico, intenzionato a trasformare il Pd in un fronte “liberal” all’americana (a tutto scorno del residuo apparato post-pci di via del Nazareno) è di fronte alla sua vera scelta politico-partitica fondamentale e cioè come e quando affondare il governo delle striminzite intese di Enrico Letta.

Le mosse sembrano obbligate perché è evidente che questo “esecutivo” non riesce ad approdare a nulla, salvo immaginifici decreti balsamici e salvo i tour all’estero del trottolino-presidente. Mantenere l’appoggio del Pd a un governo che non governa – se non a colpi di twitter del suo Letta - sarebbe, per il segretario Pd, un cupio dissolvi, un votarsi al suicidio. Tanto più che il maggiordomo capo del sistema, Giorgio Napolitano, non sembra mantenere quelle energie che gli hanno permesso fin qui di dirigere dal Quirinale fatti e misfatti vari (preparazione di ribaltoni di governo, deleghe e cariche a “tecnici” amati dalla troika Fmi-Bce-Ue, amicizie particolari di tutela delle relazioni Stato-mafia e così via). Ed ha dovuto prendere atto che è il suo stesso partito ad aver deciso di cambiare nocchiero: come ratificato nella cena gentile Napolitano-Renzi al Quirinale.

E’ a questo punto estremamente indicativo quanto accade all’interno del Partito Democratico e negli altri minipartiti della coalizione governativa.

La bilancia democratica pende ormai per un nuovo governo. Nonostante l’idea lettiana di “andare allo scontro”, alla guerra intestina con lo sfidante, la stessa Direzione Pd risulta ormai ampiamente schierata per la chiusura dell’esecutivo Letta e per un governo Renzi

Il passaggio dei franceschiniani sotto le bandiere del segretario-sindaco (con la proposta di lenire Letta per la prossima perdita della poltrona con un suo trasferimento agli Esteri, dove continuare le gite turistiche in giro per il mondo) è stato quanto mai sintomatico.

Tuttavia per Renzi il problema è adesso quello di rinnovare il perimetro della sua maggioranza parlamentare, guardando ad un caravanserraglio sul modello di un Pse all’italiana.

Limitando cioè l’influenza degli alfaniani del Nuovo Centro Destra, togliendo loro quella possibilità di essere decisivi con i loro voti sulla tenuta della coalizione: un compromesso Renzi-Alfano in questo senso è già stato sancito. Un “nuovo perimetro” da ottenere imbarcando i parlamentari del Sel di Niki Vendola (nonostante i dinieghi del governatore delle Puglie e la presenza in Sel di una consistente opposizione movimentista antigovernativa e anti-renziana, vittoriosa al recente congresso di Riccione), le truppe del dissenso grillino (opportunamente fin qui lasciate all’interno del Movimento Cinque Stelle per corroderlo dentro) e gli utili centristi (o idioti) di Scelta Civica, i primi, come mosche cocchiere, ad aver già chiesto, a freddo, le dimissioni del presidente del Consiglio.

Insomma nulla di nuovo sotto il sole italico. Assistiamo in queste ore a un mille volte deja-vu in questi settant’anni di governo atlantico. Camerieri del potere che si alleano e si sfasciano e si riuniscono e si scindono secondo il vento che spira da altrove.

Ma loro parlano sempre – ci mancherebbe! – di “nuovo che avanza”. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22999#sthash.dw5RVNIV.dpuf

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