Dopo il “caso Steve Jobs”. La filantropia come lavaggio di coscienza? - di Domenico Maceri Santa Maria

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1375459492.jpgDopo la morte di Steve Jobs parecchi commenti sono venuti a galla facendo notare la mancanza di filantropia da parte personale del guru di Apple ma anche per quanto riguarda la notissima corporation. Ciò contrasta notevolmente con Microsoft, l’azienda di Bill Gates, il quale negli ultimi anni ha cominciato a spendere i suoi miliardi in beneficienza mediante la Gates Foundation. Non si tratta solo di Microsoft ma anche delle ingenti risorse di Warren Buffett, amministratore delegato della Berskshire Hathaway, l’altro ultra miliardario americano, il quale ha aggiunto l’ ottantatré per cento della sua ingente fortuna a quella di Gates per spenderla in opere di beneficenza.

Oltre ai quattrini che Buffett contribuisce alla fondazione di Bill Gates, l’ultra ricco investitore ha creato nel 2006 tre fondazioni di beneficienza ponendo ognuno dei suoi tre figli alla loro guida. Non tutto è oro quel che luce, come dice Peter Buffett, uno dei tre figli che ha ricevuto le redini di una della tre fondazioni in un recente articolo pubblicato dal New York Times.

Il problema fondamentale secondo Peter Buffett è che i direttori di queste fondazioni spesso si vedono come “eroi” che identificano un problema e con i loro soldi fanno da cavalleria e lo risolvono. A volte succede come nei film ma spesso avviene proprio il contrario. Per esempio quando si cercò di risolvere il problema del Sida offrendo preservativi gratis si ottenne un risultato collaterale peggiore dato che si aumentarono i prezzi per i rapporti sessuali senza protezione.

Buffett continua nel suo articolo dicendo che queste fondazioni di beneficenza cercano di risolvere problemi con la mano destra che le loro stesse corporation hanno creato con la mano sinistra. I tentativi di risolvere problemi apparenti mediante opere filantropiche servono anche come “lavaggio di coscienza” per le stesse corporation che hanno usato metodi rapaci per creare le loro immense ricchezze.

Si sa bene che spesso gli ultraricchi sono divenuti tali creando condizioni commerciali a loro favore mediante i controlli diretti o indiretti dei governi. La Microsoft di Gates ha creato una specie di monopolio nel settore del software sbarazzandosi con metodi legali o semilegali della concorrenza per la quale ha avuto non pochi grattacapi dal governo americano. Se ci fosse stata vera competizione Microsoft non avrebbe avuto il successo economico stratosferico. Quando un’azienda si impossessa di un monopolio può imporre i prezzi desiderati senza alcuna ripercussione.

I filantropi che hanno accumulato le loro fortune sono abituati alla soluzione di specifici problemi e non hanno il tempo né la pazienza per trovare soluzioni totali e sostenibili. Costruire una scuola in un Paese del terzo mondo è naturalmente una buona cosa ma ciò non aiuta molto se la cultura di quel Paese continua ad essere dominata da ingiustizie verso le donne che le vede come oggetti da usare. Bisognerebbe invece investire per cambiare la cultura onde assicurarsi che ambedue i sessi abbiano le stesse opportunità. Ma queste sono soluzioni che prendono tempo e richiedono investimenti sistematici invece di colpi “chirurgici”.

A volte le corporation cercano di ricreare gli stessi sistemi capitalisti che hanno creato la propria fortuna. Ma questi sistemi oltre al benessere per i pochi continuano ad ampliare il divario fra ricchi e poveri come si è visto negli ultimi decenni. Persino la classe media, il gioiello del sistema capitalista, continua a diminuire e soffrire come è divenuto evidente in tempi recenti.

Che il capitalismo sfrenato non risolve i problemi sociali ce lo dicono persino i “capitani” di questo sistema. Lo stesso Gates in un discorso a Londra qualche anno fa ha identificato un difetto fondamentale nel capitalismo dando come esempio il fatto che l’ovest spende miliardi per risolvere il problema della calvizie ma molto poco per sradicare la malaria. La fondazione di Gates ha difatti investito parecchie risorse per combattere la malaria. Qualche progresso si è fatto per sconfiggere questa malattia che nel 2010 ha ucciso 660 mila persone, in maggioranza in Africa.

Non si vorrebbe concludere che le opere filantropiche siano completamente irrilevanti. Una giusta società non creerebbe però né queste ricchissime aziende né l’estrema povertà. Se le corporation pagassero le loro giuste tasse e contribuissero a lavorare per l’uguaglianza economica pagando i loro lavoratori salari decenti non ci sarebbe bisogno di filantropia. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22327#sthash.udJ49XiI.dpuf

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