Disoccupazione, conti in rosso... Tutto come previsto - di Mario Fedi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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Mentre la stampa “organica” - e cioè omologata al e dal regime – continuava a sfornare le varie veline per obnubilare il cittadino, spacciando la “bella festa” del 2 giugno (una manifestazione di miseria da “spending review”, illustrata – si fa per dire - dalle felici passeggiate presenzialiste di Renzi, Napolitano, Grasso e Boldrini e da dichiarazioni ipocrite sul “tutto va bene per l’economia” del ministro della Troika Pier Carlo Padoan), dall’Istat si diramava l’ultimo vergognoso bollettino sul malgoverno dell’Italia (e l’Istat sarà tutto, tranne che un istituto al servizio dell’opposizione o degli euro-critici…). La disoccupazione, in Italia, calcolata sui dati del primo trimestre 2014 è da record negativo assoluto. Il tasso dei senza lavoro ha raggiunto il 13,6%, in crescita di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dal 1977, inizio di tali rilevazioni è il dato massimo negativo. Il numero delle persone disoccupate ha sfiorato i 3,5 milioni, salendo precisamente a 3 milioni 487mila (in aumento di 212mila su base annua). E, soprattutto, continua a scendere anche il numero degli occupati. Che sono in diminuzione sia ad aprile dello 0,3% rispetto al mese precedente (-68 mila) che su base annua dello 0,8% (-181 mila). In tutto gli occupati sommano dunque a 22 milioni 295 mila, in diminuzione dello 0,3% rispetto al mese precedente (-68 mila) e dello 0,8% su base annua (-181 mila).   Ovviamente il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è salito ancora raggiungendo nel primo trimestre un picco mai raggiunto prima balzando al 46,%. Ma, cittadini d’Italia, non temete: la coppia Renzi-Padoan risolverà tutto. Per loro il debito che cresce non è un problema. Per loro  il rapporto tra indebitamento e pil (prodotto nazionale lordo), giunto ad oltre 136% non è un problema. Per loro il -01 di crescita (e cioè di recessione) non è un problema… Alla Commissione europea che in nove pagine fitte fitte ha elargito la sua pagella sui conti italici e che ha chiesto una nuova manovra subito, quest’anno, per raggranellare (altri) 10-15 miliardi tartassando ancora gli immobili (residenziali, commerciali e industriali) e imponendo un nuovo aumento dell’Iva anche per generi tutelati, non nascondendo le sue perplessità sulle manovre di finanza creativa (la compensazione della regalìa elettorale degli 80 euro con un parallelo aumento delle tariffe dei beni e dei servizi di prima necessità, che produrrà più gettito fiscale, con i tagli sociali e al costo del lavoro – leggasi: ai posti di lavoro -) i Magnifici Due hanno risposto che ci penseranno loro a fare cassa, vendendo (anche) le ultime residue partecipazioni dello Stato nelle uniche industrie quasi-ormai-pubbliche che fanno gola agli “investitori” esteri: Eni, Enel, Finmeccanica. Faranno cassa, cioè, “congiunturalmente, privando il popolo italiano di quel che resta dei gioielli di famiglia. Poi, chi vivrà, vedrà. Povera Italia. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23492#sthash.nD47fRIR.dpuf

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