Dismettiamoli. Lacrime e sangue per toppe peggiori del buco.

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts4.mm.bing.net/th?id=H.4846824562297355&pid=15.1Il dado è tratto. Tra un'umiliazione e una prostrazione (la richiesta di chiudere un occhio sui conti all’ “europa” per poter aiutare gli alluvionati sembra abbastanza emblematica), il governo della miseria si è deciso a raccattare qualche altro spicciolo da restituire alle banche. Ovviamente, alle spese della nazione e del popolo. Una dozzina di miliardi, così è deciso e così è stato riportato da Enrico Letta, verrà recuperata mettendo nuovamente le mani nel cassetto – oramai semivuoto - dei gioielli di famiglia. Questa volta si tratta di rilevanti quote di Eni, Fincantieri, Enav.

Addirittura Il Sole 24 Ore, mercoledì, aveva denunciato l’inconsistenza della sciagurata campagna di privatizzazioni e svendite. Segnalava, il quotidiano confindustriale, che in quasi trent’anni l’Italia ha privatizzato partecipazioni pubbliche per circa 160 miliardi di euro. E bisogna considerare che nell’arco temporale su cui è stato calcolato questo dato (1985 – 2012) è compreso il periodo delle liberalizzazioni selvagge dei primi anni Novanta.

Questa pur importante cifra, sempre secondo il “Sole”, è nella realtà dei fatti pressoché irrisoria se rapportata all’obiettivo cui (secondo quanto viene millantato dalle panzane di governo) dovrebbero essere finalizzate: la riduzione del debito. Si consideri infatti che in un solo anno i soli interessi sul nostro debito ammontano a circa 90 miliardi.

In un solo anno, pertanto, abbiamo uscite pari a oltre le metà delle entrate derivanti da tre decenni di privatizzazioni. Gli interessi sul debito inoltre, così stando le cose, ci saranno ogni anno; il “barile” delle privatizzazioni, invece, prima o dopo finirà.

Nelle nostre facoltà di economia però – con ogni evidenza – la matematica non era materia d’insegnamento. O c’è dietro qualcosa? Chi può essere davvero convinto che vendendo i gioielli di casa si risolveranno i problemi? Un illuso, forse. Un colluso, verosimilmente. Oppure un ricattato. O un incapace. O un disperato. In ogni caso: una persona indegna di governare un popolo. Dismettiamoli. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22688#sthash.n27UmiCJ.dpuf

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