Denuncia di massa contro usurai e governanti - di Andrea Signini

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http://4.bp.blogspot.com/-FaXkJ-C0Acw/Ugo_8MLv9GI/AAAAAAAAGNo/hH16sDaoNFc/s1600/1017175_494359543986006_993609884_n.jpgAvvocato Antonio Grazia Romano, si definisca in sintesi.
Ho conseguito la Laurea in Giurisprudenza nell’ anno 1978, presso l’Università Federico II di Napoli con una Tesi in Scienze delle Finanze e Diritto Finanziario.
Perché questa scelta proprio nell’anno di Moro?
L’Italia di quei tempi si trovava ad attraversare una fase storica i cui riflessi si sarebbero potuti leggere con maggiore chiarezza a distanza di anni. In parole povere, l’Italia industriale si avviava ad assumere un ruolo fondamentale tra le sei potenze economiche mondiali e quindi fortissima era l’esigenza di conquistare una completa stabilità monetaria onde evitare fenomeni inflattivi dovuti per la maggior parte alla carenza di materie prime da acquistare sui mercati mondiali.
Quale linea avrebbe dovuto seguire la politica italiana di allora?
L’Italia aveva necessità di accompagnare la Lira in questo progetto di moneta comune adottando un piano triennale cosiddetto piano Pandolfi (Pandolfi era il ministro del tesoro dell’epoca tra il 1978 ed il 1980). Quindi lo scopo di questa moneta comune europea era renderla stabile in maniera tale da non generare grane sia all’interno della Comunità Europea che nei confronti degli Stati partecipanti.
Cosa si è verificato in sostanza?
Che il sistema monetario europeo (SME) si è realizzato NON con una moneta reale bensì attraverso un meccanismo con il quale alla Lira italiana veniva consentito una oscillazione fino al 6% sia in negativo che in positivo in relazione al cambio.
Che cosa è mutato da quel piano della fine degli anni Settanta ad oggi?
Realizzato lo SME (Sistema Monetario Europeo) che consentiva alla lira di oscillare del 6%, tutto andò bene sino al 1992. Fu allora che la fortissima rivalutazione del marco tedesco non consentì all’Italia di rimanere all’interno dello SME. Il motivo fu dovuto alla eccessiva rivalutazione del marco nei confronti della lira la quale si ritrovò costantemente sotto l’attacco. Tale apprezzamento del marco tedesco produsse effetti paradossali: addirittura gli stessi italiani potevano andare a cambiare 20 milioni di lire in 20mila marchi ed il giorno dopo guadagnarci al cambio. Assurdo, non trova?
Particolarmente assurdo, direi. Quando uscì effettivamente l’Italia dallo SME?
L’Italia uscì definitivamente dal Sistema Monetario Europeo nel settembre 1992. E lo fece con notevolissimi ritardi: l’allora presidente del consiglio Amato non avrebbe dovuto perdere tempo, invece ne perse così tanto che la cosa si riflesse con perdite enormi sui conti pubblici dell’Italia.
Che cosa ha fatto di sbagliato Giuliano Amato?
Ha lasciato che la speculazione da marzo del 1992 a settembre 1992 potesse aggredire le nostre valute pregiate sino a svuotare la banca d’Italia dell’ultimo dollaro. Andarono così in fumo gli ultimi miliardi di lire in valuta pregiata.
Avvocato, ci spieghi bene come andarono le cose.
Per far capire a chi legge quanto deleterio fu il tergiversare di Amato basti considerare che a gennaio 1993, come il franco francese andò sotto attacco speculativo, la Francia decise di uscire dallo SME in appena 15 giorni. Noi ci siamo usciti dopo sei mesi. Fu una follia!
Questa permanenza lunghissima nello SME come si tradusse nelle tasche degli italiani?
Si tradusse in una manovra dal costo di 90mila miliardi di lire. Una somma stratosferica. Quindi Amato, per rimettere ordine nei conti che egli stesso aveva mandato in malora, decise di effettuare una mossa che ancora se la ricorda tutta Italia: un prelievo forzoso dai conti correnti del popolo italiano. Dalla sera alla mattina.
Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) come reagì in quel frangente del 1992?
Ovviamente non avendo più valuta pregiata nelle nostre casse, il FMI intervenne facendo prestiti in dollari ed altre divise pregiate. E lo SME a Gennaio 1993 fu definitivamente accantonato. Fu allora, dopo il 1993, che le Nazioni che avevano aderito allo SME dichiararono la volontà di giungere ad una moneta unica europea che desse definitiva stabilità al mercato dei cambi. Era intenzione comune che detta moneta unica riuscisse a far crescere le economie deboli del Sud Europa.
Dunque cosa accadde dal 1993 in poi una volta archiviata l’esperienza del SME?
Nell’arco di qualche anno si pervenne alla realizzazione della moneta Euro. E restano memorabili le parole proferite dal presidente del consiglio Romano Prodi: “Con l' EURO lavoreremo un giorno in meno,  guadagnando come se lavorassimo un giorno in più”.
Ma mentre il progetto di fondo dello SME, per errato che fosse, concepiva comunque una moneta unica dei popoli europei ed una banca pubblica unica comune degli Stati europei, si arrivò incomprensibilmente alla realizzazione di una banca privata (l’attuale BCE) e ad una moneta privata (l’attuale euro). Questo  stravolgimento ha messo la Banca Centrale Europea (BCE) nella condizione di cane da guardia dell’inflazione degli Stati membro. Essa regola l’inflazione sui flussi di denaro. Questo è l’unico suo compito.
La BCE, dunque, sarebbe un organo privato nelle mani di privati?
Certamente sì! La BCE non è una banca comune degli Stati europei bensì è il risultato di una partecipazione di capitali delle banche centrali dei singoli Stati. Ogni singola banca centrale di uno stato possiede una fettina, diciamo così per semplificare, dell’intera torta della BCE.
Le banche centrali dei singoli stati, sono pubbliche o sono private?
Se guardiamo al capitale, almeno per quanto concerna la banca d’Italia ma anche per le altre banche centrali, queste banche sono private perché il capitale sottoscritto è in quota alle banche dei singoli Stati che sono anch’esse private.
Scusi ma la BDI (banca d’Italia) è privata?
La BDI è totalmente privata tranne un 5% del capitale di proprietà dell’INPS.
E quando è stata privatizzata?
La privatizzazione della BDI esce fuori da una serie di provvedimenti. Primo tra tutti il cosiddetto Divorzio tra Ministero del Tesoro e banca d’Italia del 1981.
Cosa ha comportato ciò?
La BDI, da allora, non è più tenuta all’acquisto dei titoli di Stato e lo Stato italiano perse la propria sovranità monetaria. Inoltre, da quel momento in poi, lo Stato Italiano si è ritrovato nella condizione di dover  chiedere ai risparmiatori ed ai mercati finanziari le risorse necessarie per poter finanziarie gli investimenti pubblici (ospedali, strade, scuole, pensioni…). Gli effetti di questa perdita di sovranità monetaria, dal 1981 al ’92, provocò una impennata folle del debito pubblico italiano che, dal 56% sul Prodotto Interno Lordo (PIL), è giunto al 110% anche grazie alla quota di interessi passivi che da quel momento lo Stato italiano paga ai privati risparmiatori e banche.
Che cosa sono gli interessi passivi?
Fino al 1981 il debito pubblico lo possiamo considerare come deficit statale ovvero NON un debito vero e proprio MA lo possiamo definire come la quantità di moneta che lo Stato stampava per sé su cui non pagava interessi in quanto rivendeva le cedole alla banca d’Italia stessa. Invece dal 1981 in poi lo Stato Italiano ha pagato gli interessi sia ai finanziatori sia alle banche private. Quindi dal 1981 al 1992 si giunse al 110% del PIL soprattutto a causa degli interessi maturati.
Ed oggi come funziona la storia?
Oggi tutto funziona allo stesso modo, ovvero: lo Stato Italiano paga sempre gli interessi passivi sul debito pubblico IN EURO e non più IN LIRE e ciò determina un debito pubblico in valuta straniera che lo stato italiano ed i cittadini non potranno ai più pagare e che è destinato solo a crescere.
Come mai adesso si parla di privatizzazioni e di vendita di quel poco che di pubblico è rimasto dalla stagione delle privatizzazioni selvagge di Prodi?
Purtroppo, già quando Prodi fu incaricato di dismettere l’IRI e quindi di svendere tutti gli asset economici in mano statale allo scopo di pagare il debito pubblico cresciuti dal 1981 in poi, queste manovre sono risultate una presa per i fondelli come fu una presa per i fondelli la cartolarizzazione degli immobili del governo Berlusconi - Tremonti del 2001.
Quali sono stati i grossi nomi delle privatizzazioni?
Si è cominciato col settore alimentare di Cirio, per poi estendersi a macchia d’olio ad ogni settore un tempo sotto l’ala protrettrice dell’IRI: dalla Nuova Pignone all’ ENI e poi le Ferrovie dello Stato, Alitalia, Telecom…
Per quale ragione fummo costretti a svendere ciò che era stato costruito dai nostri Padri?
Perché su indicazione dell’Europa lo Stato non doveva più fare attività economica nemmeno nei settori strategici (tipo ENEL che da pubblica diventò privata) ma doveva privatizzare in nome dell’efficienza.
Secondo lei c’è un nesso tra la depauperazione attuale e questa storia che ci ha raccontato?
C’è un filo logico che lega tutti questi avvenimenti: depauperare la nazione per arricchire pochi privati e soprattutto sottomettere gli Stati europei alla lobby della finanza e cinesizzare i popoli europei sotto l’aspetto della paga e dei diritti (vedi la vicenda Electrolux di questi giorni).
Quali strumenti ha studiato Lei per porre un argine a questo scempio che sta trascinando il popolo italiano nella miseria al punto da annoverare suicidi di massa?
Premesso che c’è questo disegno della lobby finanziaria per schiavizzare e cinesizzare i popoli occidentali, c’è da considerare anche che stiamo vivendo in una fase in cui “i potenti” si sentono liberi di provocare sfacciatamente crisi ad hoc, tanto nessun tribunale darà mai loro la caccia. Basti considerare che fino al 2007 le banche continuavano ad erogare mutui oltre le possibilità di restituzione dei singoli delle famiglie e delle imprese ben consapevoli del fatto che solo una minima parte dei soldi erogati sarebbe ritornata alla fonte.
Addirittura abbassarono i criteri di allarme pur di dare soldi all’ultimo arrivato e soddisfare tutte le richieste. Ricorda quante pubblicità andavano in onda dalla mattina alla sera? Ebbene, anche se può apparire assurdo, sbagliato, illogico e strampalato prestare denaro a chi sappiamo bene che non potrà restituircelo, le banche sapevano benissimo cosa stessero creando. Non a caso, a partire dal 2008 in poi, le stesse hanno cominciato a stringere il credito e a richiedere il denaro prestato a chi già sapevano che non avrebbe potuto pagare ed hanno illuso il mondo di trovarsi in crisi. Ma quale crisi, era tutto stato pianificato a tavolino!
Ma tutto questo è a dir poco subdolo!
Il fine subdolo era quello d’innescare artatamente una crisi finanziaria per deprimere l’economia e di riflesso provocare centinaia di miglia di licenziamenti e la chiusura di centinaia di migliaia di piccole imprese così da deprimere anche lo spirito ed il morale dei singoli individui (un soggetto depresso è più facile da pilotare ed oppone meno resistenza e finisce con piegarsi a qualsiasi richiesta, pure le più acide). Gli stessi Stati entravano in questo progetto di sottomissione all’usura internazionale ed i suoi nuovi rappresentanti hanno fatto di tutto per far intendere alle popolazioni che i soldi per finanziare il debito pubblico erano finiti a causa della crisi. Ed ecco che la popolazione vinta ed umiliata ha ceduto alla oscena richiesta delle supertasse (imu, tares, ecc.), tutte manovre che hanno schiacciato il potere di acquisto della classe lavoratrice ed alienato quello del popolo dei pensionati.
E le imprese, strette in questa mortale presa hanno chiuso. E malgrado tutto il debito pubblico è salito ancora.
Quale piano ha ideato per risvegliare le menti del popolo e porre un argine a questo orrore?
Analizzando gli ultimi due o tre anni di profonda crisi e verificata la perdita di centinaia di migliaia di posti lavoro e la chiusura di imprese e stante l’ossessivo obbiettivo dei governi Monti e Letta di prelevare dalle tasche del popolo sempre più tasse, il quadro fu chiaro: ciò stava innescando fenomeni recessivi (malgrado i due dicessero di intravedere la fine della crisi ben sapendo di mentire al popolo dato che il debito pubblico è cresciuto di 210 MLD di Euro).
E se considerassimo che è imminente l’impegno assunto da Monti attraverso la sottoscrizione del fiscal compact con cui ci ritroveremo impegnati nella finta battaglia di riduzione del debito pubblico (da ridursi di 50 miliardi di euro all’anno per 20 anni – 1000 miliardi in tutto, una somma inimmaginabile) tirare la somma è facile. Ed allora mi sono detto: “Qui sarà una vera e propria carneficina. Nessuno, almeno tra le fasce più deboli e più esposte alla crisi provocata dalla BCE (e quindi anche dalla da bankitalia che è socia al 20%), si salverà. E visto che i provvedimenti a tali fasce deboli tardano ad arrivare e che i suicidi ad oggi hanno superato le 2000 unità, non resta altro da fare che appellarsi con tutta la forza alla Carta Europea dei Diritti dell’Uomo ed aggrapparsi con tutta la forza del Diritto alla nostra Costituzione la quale tutela il bene inalienabile della vita! Qui l’unico istigatore di questi suicidi è uno Stato che invece di tutelare la vita dei propri cittadini fa di tutto perché essi scelgano l’estremo gesto”.
Come si può ricondurre alla proprie funzioni uno Stato istigatore?
In effetti lo Stato, omettendo di emanare provvedimenti eccezionali per quanti potessero ritrovarsi senza lavoro e senza la propria azienda e quindi senza sostegno economico (pensiamo agli acquisti di F35, alle missioni di guerra, invio di 25 miliardi l’anno al fondo salvastati che l’Italia NON utilizza), si è comportato come un istigatore qualunque dimentico dei doveri costituzionali che impongono ai parlamenti ed ai governi di tutelare innanzi tutto il bene della vita dei propri cittadini. Abbiamo perciò ritenuto applicabile la fattispecie prevista e punita dal art. 580 Codice Penale a quanti hanno governato i paese dal 2011 in poi ed ai parlamenti che sostenevano detti governi.
In quale maniera? Cosa fate?
Elaborata la possibilità di un esposto querela nei confronti di chi ha governato questa Nazione dal 2011 in poi, si è passati all’azione chiedendo ai cittadini: “Chi di vuoi vuole denunciare lo Stato”? Bene: in meno di 10 giorni, ben 15mila cittadini italiani, da Nord a Sud, si sono precipitati presso gli organi di polizia  giudiziaria per denunciare lo Stato ed i governi Monti e Letta quali istigatori al suicidio e per aver abbandonato al proprio destino centinaia di miglia di cittadini al loro infausto destino.
Come è possibile presentare denuncia col sistema C.P. 580?
Su internet è stato creato l’EVENTO 580 codice penale ed i cittadini possono scaricare gratuitamente il modello di denuncia da presentare direttamente presso la prima caserma dei Carabinieri di zona o Commissariato di PS. In questo percorso saranno assistiti da un pool di avvocati specializzati che presteranno attività gratuita in quanto motivati sul piano etico e morale dalle continue disattenzioni di questi ultimi due governi i quali, invece di tagliare la spesa pubblica, hanno pensato bene di distruggere il futuro della Nazione.
Pensa che il movimento crescerà ancora in futuro?
Posso solo dire che il successo insperato dell’iniziativa ha fatto affiorare direttamente nei cuori dei cittadini la voglia di chiedere giustizia alla magistratura onesta che sta dalla parte del popolo affinché ci si possa riscattare in un processo di rivoluzione democratica che ponga al centro della vita pubblica NON PIU’ chi governa MA il popolo italiano cui la Costituzione riserva la tutela più ampia, sia come singolo/a che nelle forme associate.
È possibile immaginare di portare alla barra degli imputati Monti, Letta e compagnia bella?
In linea teorica, tutto ciò può accadere. Ovviamente scontro durissimo che vedrà da un lato combattere i cittadini inermi e dall’altro i politici cui leggi ad hoc hanno dato privilegi e prerogative e salvacondotti.
Questa classe politica recentemente apparsa sulla scena si dice che sia legata profondamente ai cosiddetti club di poteri occulti (bilderberg, trilateral, aspen, massoneria…).
Dunque anche la banca d’Italia è implicata in queste trame?
La lobby della finanza massonica progetta a medio ed a lungo termine, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con queste realtà non può che condividere questa visione. Ma i progetti di queste massonerie sono giunti allo scoperto da pochissimo tempo a questa parte malgrado attenti osservatori, tra i quali l’acutissimo collega Avvocato Marra, avevano smascherato e denunciato in tempi non sospetti legami e sinergie occulte che lavorano da tempo immemore contro il bene comune. Quella di questi mesi la possiamo considerare quale battaglia finale. Ovvero: per la lobby finanziaria la sottomissione degli Stati e dei popoli. E per gli Stati ed i Cittadini il capovolgimento di questo progetto e la realizzazione - finalmente - di un Europa libera democratica, insomma, dei popoli. La banca d’Italia è correa di questo disastro socio-economico europeo.
Considerandola una struttura al di fuori dello Stato e che si è appropriata indebitamente del nome Italia, dovrebbe essere confiscata (teoria del signoraggio egregiamente espressa in più documenti scaturiti dal genio del caro collega ed amico Alfonso Luigi Marra) o al limite acquistata e riportata nella sfera pubblica quale organismo di controllo dell’attività bancaria ai sensi dell’Art 47 della Costituzione e di struttura al servizio del Paese e Del Ministero del Tesoro.
(intervista a cura di Andrea Signini)
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