Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ecx.images-amazon.com/images/I/510fpJfKyzL._.jpgChi scrive, produce, vende, legge e fa leggere libri oggi si pone mille domande: l'accelerazione tecnologica sta rendendo obsoleto il libro di carta? Uccide l'idea stessa di libro? E cosa accade nella scuola? Ad esempio, bisogna far acquistare alla propria scuola un tablet per ogni alunno? Le discussioni sono concitate, intervengono ministri affrettati e coloni digitali zelanti pronti a sostenere qualsiasi novità tecnologica. Fioccano le immagini di una nuova generazione a suo agio con lo schermo tattile e l'indice sfiorante, che se pur sarà refrattaria alla lettura avrebbe nuove competenze digitali, tra le quali la capacità di navigare distribuendo l'attenzione su molti schermi. Questo libro sostiene alcune tesi controverse (ma anche di buon senso): che i cosiddetti nativi digitali non esistono e che se veramente esistessero la scuola farebbe meglio ad aiutarli a guardare fuori degli schermi; che non c'è un sostituto elettronico dell'insegnante; e soprattutto che il libro di carta sarà pure a rischio commerciale a causa del suo cugino elettronico, ma è assolutamente insostituibile dal punto di vista cognitivo, perché protegge e non aggredisce la nostra risorsa mentale più preziosa: l'attenzione.
Un bel saggio che propone e promulga un pensiero critico al dilagante consenso universale (e un po’ populistico) alla digitalizzazione sempre e comunque, specie nella scuola, senza pero’ cadere nel nostalgico (nessuna apologia dell’odore della carta e del libraio con la sciarpa al collo, fortunatamente)

In alcuni punti un po’ confuso e l’impianto saggistico non sempre mi ha convinto, ma alcuni spunti li ho trovati interessanti e valida ragione di riflessione, anche senza doverli obbligatoriamente condividere.

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