Caso Scuola. Il Nuovo Diritto Bankitalia - di Danilo Zongoli

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1389271330.jpgIl ministro bankitalia Saccomanni le combina veramente grosse.

Il caso scuola è da manuale. La vicenda inizia nel 2010 il governo Berlusconi decide di bloccare i contratti di lavoro e gli scatti di anzianità dei dipendenti statali. Ovvero di bloccare l’unico sistema di adeguare i salari all’inflazione fino al 2013. Un provvedimento molto duro direi quasi spietato. I lavoratori del settore privato perdono il lavoro o vengono collocati in cassa integrazione, i giovani, quando lavorano, sono sottopagati con un precariato interminabile e gli statali vedono un decremento del salario reale , quindi si pongono le premesse per la crisi che stiamo attraversando. La situazione dei docenti italiani è abbastanza grave. Sono tra i meno pagati d’Europa e, quando accompagnano le classi in gita, pur essendo gravati da una responsabilità enorme, debbono pagarsi anche un pasto e gli stipendi sono notevolmente più bassi del personale laureato, a volte soltanto diplomato, che lavora in altri settori. Non parliamo, per carità di patria, del raffronto con i colleghi, non solo tedeschi, ma anche spagnoli, francesi, austriaci, olandesi e belgi.. La cosiddetta riforma Gelmini del 2008 taglia notevolmente i costi del personale della scuola realizzando dei risparmi che gli esperti valutano del trentasette per cento. Quindi si arriva a un accordo tra i sindacati e Tremonti per pagare gli scatti di anzianità, ovviamente come spesso succede in Italia con notevole ritardo nell’anno 2012, maturati nell’anno solare 2010; tuttavia gli aumenti del contratto di lavoro rimangono congelati. Il governo Berlusconi cade a novembre 2011, sostituito dall’esecutivo “tecnico” guidato dal senatore Mario Monti, ma sostenuto dal pd con o senza elle. Lo “statista” bocconiano comincia una vera propria crociata contro gli insegnanti : propone l’aumento di sei ore settimanali di insegnamento, naturalmente senza alcuna retribuzione aggiuntiva, e di non pagare gli scatti di anzianità maturati durante l’anno 2012. L’atteggiamento vessatorio del senatore a vita è la classica goccia che fa traboccare il vaso e determina una ferma reazione da parte dei docenti. Viene indetto lo sciopero della scuola da tutti i sindacati di categoria e l’iniziativa, promossa dal sindacato autonomo Gilda, di bloccare le gite e tutte la attività aggiuntive ottiene un notevole successo. Monti rimasto isolato è costretto parzialmente a cedere. Le ore aggiuntive non retribuite vengono cancellate e viene annunciato il pagamento degli scatti di anzianità maturati durante l’anno 2011; mentre gli aumenti contrattuali rimangono un miraggio. Non sono tutte rose e fiori, gli insegnanti subiscono una pesante decurtazione del fondo d’Istituto, comunque visti i tempi l’accordo risulta essere abbastanza vantaggioso. Tutti i sindacati ,ad eccezione della CGIL (Legata ideologicamente ai progetti, spesso inutili e sottopagati oltre che retribuiti solo annualmente e non pensionabili), approvano l’accordo, ma la GILDA continua il blocco delle gite e delle attività parascolastiche per ottenere lo sblocco del contratto fermo, nel 2012, da cinque anni. Finalmente nell’aprile 2013, guarda caso prima delle elezioni politiche, vengono liquidati gli scatti d’anzianità con i relativi arretrati per coloro i quali li hanno maturati nell’anno solare 2011. Poiché siamo in clima di elezioni, a pensar male si fa peccato ma…, viene annunciato il pagamento degli scatti di anzianità maturati durante il 2012 che vengono effettivamente liquidati a settembre 2013. Fin qui tutto bene o quasi ma il “bello” deve ancora venire. Dopo le elezioni si forma il governo Letta. Il 27 dicembre 2013 una diposizione del Ministero dell’economia stabilisce che coloro i quali maturano gli scatti nel 2012, liquidati nel 2013 debbono restituire gli aumenti già percepiti. Il ministero dispone delle detrazioni salariali, a partire da gennaio, di centocinquanta euro mensili fino all’estinzione del debito. Forse si salveranno quelli che maturano l’anzianità nel 2011 perché precedenti al piano di risparmio previsto dalla legge. I lavoratori, non solo docenti ma anche il personale non docente, che hanno già speso quei soldi cosa possono fare restituire gli acquisti e farseli rimborsare a rate? Il ministro che ora dichiara che è un atto dovuto, in quanto previsto dalla legge, non è a conoscenza che il suo predecessore ha firmato il relativo decreto? La norma che tutela i diritti acquisti dei lavoratori e la non retroattività delle norme di bilancio che fine fanno? Se qualcuno deve pagare paghi chi firma i decreti! Il clima farsesco non finisce qui. Il titolare del dicastero dell’Istruzione Carrozza polemizza con Saccomanni dichiarando di non sapere nulla. Questi gli risponde sarcasticamente di trovare da sé i soldi per coprire quello che dichiara un buco di bilancio.

Una domanda sorge spontanea di cosa si discute durante le sedute del Consiglio dei Ministri? Forse del campionato di calcio? Visto le notevoli polemiche, interviene il presidente Letta e blocca le trattenute. Non bisogna però dimenticare che il governo Letta ha prorogato il blocco del contratto di lavoro e dei relativi aumenti altro che crescita. Lo squallore non finisce qui. Ora si fa lo scarica barile. Nessuno sa nulla, probabilmente decide l’usciere di viale Trastevere. Viste anche le vicende dell’IMU e dell’IVA possiamo dire parafrasando Cicerone usque tandem Saccomanni abutere patientia nostra, traduco : fino a quando Saccomanni abuserai della nostra pazienza.

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