Caccia al tesoro nazista in fondo al lago di Lün - di Franco Zantonelli

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http://new.caffe.ch/media/2013/08/20572_3_medium.jpgA 68 anni dalla fine della seconda guerra mondiale ci sono, ancora, emuli di Indiana Jones che danno la caccia al tesoro dei nazisti. Ad esempio nel lago di Lün, nel Voralberg austriaco, a due passi dalla località grigionese di Prättigau. Qui è atteso, prima dell'autunno, Norman Scott, con la sua Global Exploration, una società americana specializzata in ricerche subacquee. Sui fondali del lago di Lün, situato a 1970 metri di altitudine si troverebbero, infatti, quattro casse con lingotti d'oro, orologi di marca, gioielli e francobolli rari, frutto delle razzie delle truppe hitleriane ai danni dei deportati ebrei.
La refurtiva arriverebbe dal campo di sterminio di Dachau, nei pressi di Monaco, quindi a due ore circa di strada dal lago di Lün. A rivelare l'esistenza del tesoro è stato un medico delle SS, poco dopo la liberazione di Dachau da parte delle truppe Usa. "Il comandante del campo e quattro ufficiali nazisti hanno sepolto le quattro casse contenenti oggetti di grande valore, sulle rive di un lago al confine con la Svizzera", il racconto del medico, poi giustiziato, all'agente dei servizi segreti americani, Edward Greger. Il quale, da quella storia, ricavò un libro che ebbe molto successo e che intitolò "Lunersee". Nelle intenzioni del quintetto che nascose il tesoro c'era la speranza di poterlo recuperare, una volta che gli echi del conflitto si fossero sopiti. Il comandante di Dachau ed i suoi ufficiali non fecero, tuttavia, i conti con Illwerke, la società elettrica austriaca che nel '56 costruì una diga sul lago di Lün, sommergendolo completamente. E, con il lago, vennero sommerse pure le sponde, così tutti quei preziosi che i nazisti pensavano di recuperare finirono sul fondo. Da dove l'ottantenne Global Scott, che si è fatto una reputazione recuperando relitti di galeoni spagnoli al largo delle Isole Vergini, spera di poterli recuperare, approfittando del fatto che, di questi tempi, Illwerke, per effettuare dei lavori sulla diga, ha abbassato di due terzi il livello del lago. Che, poi, una volta dragato il fondo Indiana Jones-Scott trovi, davvero, le  casse sparite da Dachau è da dimostrare. Sempre in Austria, ad esempio, non ha dato, per il momento, alcun frutto un'operazione analoga compiuta nel lago di Toplitz, nei pressi di Salisburgo. La leggenda voleva che, poco prima della fine della guerra, i nazisti vi avessero occultato numerose casse, contenenti  8645 lingotti d'oro, con impressa la croce uncinata, la lista dei conti bancari, in Svizzera, degli ebrei deportati, oltre ai denti d'oro di decine di migliaia di vittime dei lager. "Fatto sta che, finora, dal fondo del lago di Toplitz sono emerse, solo, sterline false e una montagna di tappi di bottiglie di birra gettati, verosimilmente, da alcuni buontemponi, per irridere i cacciatori di tesori", spiega Marco di Blas, un esperto di Udine, che si è occupato, di quella vicenda. "So che gente del posto - aggiunge - è stata svegliata una notte, sul finire della guerra, da un gran trambusto, provocato da militari tedeschi. È però anche possibile che, nel lago di Toplitz, siano stati gettati soltanto dei documenti. Nulla più".
Ma i cacciatori di tesori, tanto a Toplitz quanto a Lün, non demordono. Con il rischio di finire con un palmo di naso. Come capitò a una signora kazaka che, nel 2010, acquistò per un milione e mezzo di franchi, a Zurigo, un calice d'oro massiccio, pensando fosse il mitico Sacro Graal. In realtà era  una patacca, fabbricata da un industriale tedesco per Hitler, ossessionato dalla ricerca del calice che avrebbe contenuto il sangue di Cristo. Anche in questa vicenda c'entra, tra l'altro, un lago alpino: quello bavarese di Chiemsee, dove il falso Graal venne gettato, alla fine della guerra, prima che un antiquario senza scrupoli di San Gallo lo rifilasse all'incauta signora kazaka.
Fonte: http://www.caffe.ch/stories/cronaca/44245_caccia_al_tesoro_nazista_in_fondo_al_lago_di_ln/

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