Auto blu salvate in extremis: un emendamento blocca i tagli alla casta

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.6sicuro.it/wp-content/uploads/2013/07/auto_blu.jpgL’auto blu è per tutti? Assolutamente no…. e in Italia siamo dei maestri dell’arrangiarci. Abbiamo il “sottobanco” nel sangue, il sotterfugio nel Dna. Succede a tutti i livelli e la politica non fa eccezione. Dite che ho scoperto l’acqua calda? Non lo so, a me pare che giorno dopo giorno il Palazzo si inventi nuove strade per auto-assolversi e farla franca.

Precisione metodica, anni di allenamento ed esperienza hanno trasformato anche un normale testo di legge in una giungla di geroglifici da decifrare. Prendiamo ad esempio il decreto legge “spending review”. Per mesi i politici si sono fatti belli annunciando una serie di tagli importanti, se non decisivi, per contenere gli sprechi, a partire dalle auto blu. Ora la beffa: dopo mesi di proclami si scopre che il limite del 50% sulle spese non si applicherà alle società controllate dallo Stato, grazie a un emendamento introdotto nottetempo e approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

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In un primo tempo la norma diceva che le Amministrazioni Pubbliche e le società da esse controllate non avrebbero potuto effettuare spese superiori al 50% di quanto sostenuto nel 2011 per comprare, mantenere, noleggiare auto o per comprare buoni taxi. Macché! L’emendamento è arrivato come la peggiore delle sanatorie a cancellare ogni traccia di buon senso, con un artificio retorico che recita così:

la norma “si interpreta nel senso che le previsioni e i termini previsti non si applicano alle società quotate e alle loro controllate”.

Come a dire, visto che già il livello di spesa pubblica è fuori controllo, non controlliamolo. Anzi, evitiamoci pure la fatica di imporre dei limiti chiari. Pazienza se stiamo parlando di uno degli argomenti più spinosi degli ultimi anni.

Già, le auto blu: un privilegio dei ministeri, si dice. Non è del tutto vero. Il grosso è in mano a Comuni, Asl ed enti ospedalieri, specie nel mezzogiorno. Lo dice il Censimento permanente delle auto pubbliche, realizzato da Formez circa un mese fa. Le amministrazioni locali possiedono oltre il 92% delle auto blu: in Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia vi è la massima concentrazione (dal 25% al 27%). Solo in Sicilia ve ne sono 763, in Campania 547.

Stando ai dati resi noti da Panorama lo scorso anno, le auto pubbliche (56mila esemplari, di cui 6.723 auto blu propriamente dette) ci costano un miliardo di euro l’anno. Una spesa che non ci possiamo permettere, visti i chiari di luna. Eppure troppo poco, evidentemente, per mettervi un freno.

Fonte: www.6sicuro.it

Autore: Piero Babudro

Giornalista pubblicista, consulente, social media strategist, community manager, docente. Scrive di nuove tecnologie e comunicazione di massa, studiando da vicino i cambiamenti sociali e di consumo introdotti dai media interattivi.

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