Approvata anche dalla Regione Veneto la separazione bancaria

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.movisol.org/pix/prima/gs2013p.pngTornare alla separazione tra banche commerciali e banche d’affari, lasciando gli speculatori al loro destino e salvaguardando l’economia reale. Questo in sintesi l’impegno chiesto alla Giunta con una mozione presentata dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Federico Caner e approvata con 29 si e due astenuti dal Consiglio regionale. La mozione impegna la Giunta a sollecitare il Governo e membri del Parlamento nazionale ed europeo per ripristinare la Glass-Steagall e valorizzare le banche tradizionali di territorio. Reintrodurre, cioè, la legge Glass-Steagall, voluta da Roosevelt nel 1933, recepita dal Regio Decreto del 1936 e cancellata nel 1993.

“In questo modo – ha precisato l’esponente leghista illustrando il provvedimento – il Fondo di Tutela nazionale verrebbe usato per proteggere le banche che prestano denaro a imprese e famiglie, escludendo quelle che operano nella Finanza speculativa. Per superare la crisi e scongiurare il default – dichiara Caner – la soluzione più ricorrente da parte dei Governi è stata l’utilizzo dei fondi pubblici per il salvataggio delle banche. Peccato che questa crisi trovi la propria radice proprio nelle disfunzioni del sistema bancario, in particolare nel suo contrastato rapporto con l’economia reale. Quindi da una parte abbiamo i piccoli e medi Istituti che raccolgono i risparmi privati e prestano alle imprese di territorio, dall’altra ci sono i Big Player finanziari che abdicano al sostegno all’economia reale per fare speculazione. Pensiamo perciò che non sia giusto ripianare con denaro pubblico le spregiudicate operazioni di finanza privata, destinando invece quei fondi alla tutela delle pmi e dell’occupazione. Il riconoscimento del ruolo delle banche commerciali, separandole da quelle d’affari, sarebbe un vero strumento per la crescita e la ripresa”. La nota riporta alcuni dati riferiti al sistema creditizio veneto, formato da 53 banche per un totale di 3.575 sportelli (il 20,7% del totale italiano), è fortemente in crisi. Le banche cooperative detengono il 43,8% degli sportelli. Il valore complessivo dei prestiti al 30 giugno scorso è di poco superiore ai 100 miliardi di euro (-3,4% dal 2012, media nazionale -4,7%); le imprese venete risultano meno indebitate (232.951 euro l’ammontare medio), e quindi esisterebbe lo spazio per maggiori concessioni di credito da parte delle banche. Strangolate dal ritardo nei pagamenti e dalla richiesta delle banche di rientro dei fidi (o dalla negazione dei prestiti), le aziende venete hanno perso da giugno 2012 a metà 2013 ben 8.630 unità (da 453.800 a 445.170, -1,9% su media nazionale del -1%). Delle oltre 445mila imprese attive, più di 418.000 hanno meno di 10 addetti (94%), mentre è ancora esigua l’imprenditoria giovanile (4%). Tra il 2005 e il 2012, il Veneto è arretrato di 0,4 punti l’anno: la crisi del 2008 ha portato indietro la nostra regione di almeno 7 anni. Tant’è che oggi i disoccupati ammontano a 169.266 unità (7,5%, +0,6% rispetto al 2012).

“Sono queste le cifre che ci debbono far riflettere – conclude Caner – In un momento di scarsità di risorsa pubblica, va scelto di sostenere l’economia reale e non la Finanza speculativa. Da questo muove la nostra mozione, della quale auspico rapida approvazione in Consiglio regionale come segnale di una condivisione unanime degli intenti che la muovono”.

In particolare la mozione impegna la Giunta a sollecitare i Parlamentari, nazionali ed europei ed il Governo Italiano affinché predisponga un disegno di legge sulla separazione tra Banca commerciale e Banca d’Affari secondo i principi e il modello della legge Glass-Steagall; a indirizzare la realizzazione del disegno di legge di cui sopra, tenendo conto della esigenza di valorizzare un modello di Banca tradizionale, anche a vocazione territoriale e cooperativo, non speculativo, che ponga in equilibrio imprese e famiglie, così da rilanciare l’economia reale, ad invitare il Parlamento Europeo, quale organo di rappresentanza democratico, la Bce e l’Ecofin a dirimere la questione Bail-in, rivedendo le regole comuni da applicare in ordine alla patrimonializzazione delle banche e alle garanzie dei depositi, nella gestione di una crisi creditizia, affinché siano esclusi, insieme ai fondi pubblici degli Stati, anche i depositi delle imprese non esercitanti attività di natura finanziaria e i depositi dei risparmiatori e delle famiglie, anche se non garantiti.

Fonte: www.movisol.org

Commenta il post