UK, l’high frequency nel mirino della FCA

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

La Financial Conduct Authority britannica (FCA) ha avviato un’indagine per valutare se e come l’high frequency trading costituisca una forma di concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori. Lo ha riferito in questi giorni il Guardian citando le parole del direttore della divisione competente della stessa FCA Mary Starks. Il sospetto, precisa il quotidiano britannico, è che le strategie utilizzate dai trader ad alta frequenza per ottenre in anticipo informazioni sui dati di mercato possano creare un rapporto di forza impari tra gli stessi operatori e i potenziali nuoviconcorrenti. Un’indagine di grande importanza, sostiene la Starks, se è vero che “i mercati finanziari nel loro insieme giocano un ruolo chiave nell’economia così al pari del Regno Unito nei mercati internazionali”.

Nel mirino della FCA ci sono pratiche sospette come il cosiddetto Co-hosting che consente il collocamento dei server all’interno delle stesse piazze di scambio e che garantirebbe un vantaggio temporale nell’ordine di grandezza delle frazioni di secondo. Un tempo minimo eppure decisivo in una pratica di trading in cui è possibile guadagnare cifre molto significative operando su margini minimi di variazione dei prezzi. A preoccupare la FCA c’è poi la forte concentrazionedegli stessi operatori in vari settori. Un fenomeno che permetterebbe ad alcuni operatori di gestire contemporaneamente più servizi (investimento, gestione degli asset, clearing) con ovvie ricadute sul fronte della concorrenza. ( Fonte: www.valori.it)

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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