Tasse, cresce l’esodo delle compagnie Usa

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Un’accelerazione senza precedenti. È quella che caratterizza il processo di fuga delle grandi imprese statunitensi verso lidi fiscali più favorevoli. Lo riferisce CNN Money nella sua edizione online citando un’analisi del Congressional Research Service. La chiave di volta si chiama “inversion”, termine che identifica un processo ben preciso basato sulla fusione di una società A con una società B offshore e sulla soddisfazione di due ulteriori criteri: la gestione offshore di almeno un quarto del proprio business e la cessione ai proprietari della stessa società B di una quota della nuova compagnia non inferiore al 20%. Un’operazione che consente un risparmio fiscale perfettamente legale e che, negli Usa, starebbe diventando sempre più diffusa.

Negli ultimi dieci anni, ricorda la CNN, le compagnie americane che si sono ricollocate all’estero per sfruttare una tassazione più bassa sono state 47. Nei due precedenti decenni si era arrivati ad appena 29. Tra i casi più significativi quelli di Fruit of the Loom, Seagate e Tyco che si sono ricollocate con successo presso le Cayman e le Bermuda ma anche le più recenti fusioni tra l’impresa di apparecchiature medicali Medtronic di Minneapolis con l’irlandese Covidien e quella che ha coinvolto i giganti farmaceutici Pfizer e AstraZeneca. Proprio la recente accelerazione, nota ancora la CNN, starebbe influenzando il dibattito attuale alimentando le richieste di introduzione di una normativa più stringente su questo genere di operazioni.

Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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