Messico, le mani dei narcos su gas e petrolio

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

15,4 trilioni di metri cubi di gas, 13 miliardi di barili di petrolio. Tutti rigorosamente del comparto shale. È la misura della ricchezza energetica intrappolata nel sottosuolo messicano, un’enorme fonte di profitti che potrebbe dare una spinta decisiva all’economia della nazione centroamericana. Ma anche, ad oggi, una risorsa che rischia di non essere sfruttata a dovere a fronte di un fattore decisivo in grado di danneggiare l’intero comparto: la crescente violenza che attraversa il Paese. È questa, in estrema sintesi, l’analisi di Nick Cunningham, esperto del settore, sul portale OilPrice.com.

Il problema, rileva Cunningham ripreso da Business Insider, è che il Paese sta sperimentando da qualche tempo un’escalation della violenza legata al traffico di droga. Negli ultimi anni, gli omicidi si erano ridotti ma la cattura del super ricercato Chapo Guzman, boss del potente cartello di Sinaloa, avvenuta a febbraio ha creato un vuoto di potere capace di incendiare la guerra tra i clan rivali. La crescita della violenza, ovviamente, non aiuta gli investimenti. Ma la questione è in realtà più complessa. Il legame tra droga e petrolio in Messico resta infatti particolarmente forte visto che i narcos hanno imparato da tempo a infiltrarsi nel comparto spolpando i profitti dell’industria petrolifera. Si stima che nel solo 2013 i cartelli abbiano sottratto un ammontare di petrolio per un controvalore totale di 790 milioni di dollari.

Per approfondire vedi anche “Mex, drugs & rock ‘n roll. L’assalto dei narco-petrolieri” in“L’era dei Narcostati”, Valori n. 104, novembre 2012. ( Fonte: www.valori.it)

28 Giugno 2014

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

Messico, le mani dei narcos su gas e petrolio

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