FT, Barclays: la grande fuga dalle dark pools

Pubblicato il da IL Grande Inganno

Un abbandono generale della piazza di scambio. È quello che caratterizza i clienti di Barclays, l’istituto britannico denunciato ufficialmente ieri dall’ente regolamentare di New York per il presunto trattamento di favore riservato ai trader ad alta frequenza. Nella giornata di giovedì, alcune delle principali istituzioni finanziarie – da Deutsche Bank a Credit Suisse e Royal Bank of Canada – hanno chiuso le loro operazioni nella piattaforma di scambio LX, la dark pool controllata da Barclays. Lo riferisce il Financial Times.

Il ritiro dei grandi operatori si accompagna al dazio pagato nel mercato azionario. In totale, nota il quotidiano UK, i dieci principali proprietari di dark pools su scala mondiale hanno già perso oltre 13 miliardi di dollari di valore di mercato con Barclayas, ovviamente, in cima alla lista dopo che il suo titolo in borsa è già andato incontro, giovedì, a un ribasso superiore al 6%. Non è ancora chiaro quanto l’inchiesta possa estendersi ulteriormente coinvolgendo altri clienti e operatori.

Spesso definite in modo generico come “borse alternative” o Multilateral trading facilities (Mtf’s), le dark pools sono piazze di scambio nelle quali gli operatori sono autorizzati ad operare anonimamente e in cui prezzi vengono comunicati solo dopo che le transazioni sono state completate. Una caratteristica che ha indotto i critici ad accusare le piazze alternative di favorire la manipolazione dei prezzi su cui pesa, ovviamente, anche il fenomeno degli scambi ad alta velocità, il celebre High frequency trading.
Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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